Caratteri: [Small] [Medium] [Large]

Die Haut - Burnin’ The Ice (1982 – ristampa Hit Thing; 2004)

di Massimo Padalino

Die Haut, nel teutonico idioma, sta a significare "la pelle". Die Haut furono un quartetto strumentale – Christoph Dreher (basso, chitarra), Remo Park e Martin Peter (chitarristi pure loro) e il batterista Thomas Wydler – cui si aggiunse, per la prima volta nell’esordio Burnin’ The Ice, poi ancora nel corso della loro storia discografica, la paranoica voce dell’australiano Nick Cave. Il quale dà buona prova di se subito all’inizio del lavoro. Stow-A-Way è, infatti, una spoken track, tipicamente caveiana, tutta limata attorno al post-punk peculiare dei tedeschi.

Vera cifra del quale rimangono, da subito e poi più in là (Headless Body In Topless Bar, ’88, Head On, ’93), le coloriture morriconiane, filmiche, evocative dal taglio aggressivo (Tokyo Express). Dilacerante perfino, le chitarre affilate come rasoi, nell’isterica Truck Love, metà merito dell’interpretazione ‘da bava alla bocca’, fobica, di Nick e metà dell’abile marcia chitarristica in più rodata dal combo.

Buone anche le tre canzoni finali: Pleasue Is The Boss, Dumb Europe e This Flame Will Never Burn. Ancora spietatamente spigolose, come sempre meno saranno nel futuro di carriera, peraltro luminoso, dei Die Haut.


(7.0/10)

p.s.: l ’edizione limitata della ristampa contiene un DVD live del gruppo.
01 - Stow-A-Way
02 - Tokyo Express
03 - Truck Love
04 - The Victory
05 - Pleasure Is the Boss
06 - Dumb Europe
07 - This Flame Will Never Die
...