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De La Soul - Three Feet High And Rising (Tommy Boy, 1989, reissue 23 ottobre 2001)

di Giancarlo Turra

Un fulmine a cielo sereno, Three Feet High And Rising, di quelli assai rari cui segue un rinfrescante e benvenuto acquazzone. Si restò sulle prime spiazzati all’apparire della posse di Amytiville (cittadina della costa orientale in precedenza nota solo ai cultori dell’horror…), sorpresi e poi sempre più persuasi, per non dire conquistati, dal suo sereno colorare di un’inclinazione psichedelica il rap fino a poco prima per lo più militanza o cronaca della strada. In mancanza di meglio, si ricorse a una definizione una volta tanto sensata: hippie hop.

Difficile da spiegare oggi, ma allora (in mezzo a Nemici Pubblici e Negri Con L’Attitudine) la cricca diede al genere un poderoso scossone, tirando fuori dall’armadio i pastelli a cera e la freakitudine del soul acido a cavallo tra Sessanta e Settanta, cogliendo di George Clinton lo spirito oltre che la forma e - ultimo ma non meno importante, anzi - allargando i confini dello stile, grazie a campionamenti bizzarri e di composita estrazione permeati da spirito surrealista concreto e sottilmente provocatorio. Tra lezioni di francese fatte passare per trasmissioni da Marte ed esilaranti siparietti da quiz a premi, il disco gode di una convincente sembianza da ready made acustico che, nel momento in cui trasporta la materia di cui è fatto in un contesto peculiare, ne cambia radicalmente significati e significanti. Cos’è infatti il campionamento, colonna portante della cultura hip-hop, se non un riciclo – un detournement, se preferite – che trasmette nuova esistenza a qualcosa di storicizzato?

Un “oggetto misterioso” eppure familiare, dunque, Three Feet High And Rising ha a tutt’oggi l’aspetto di uno stralunato e però legittimo figlio di una cultura che - post moderna e urbana - tutto ingloba e mischia per farne cosa altra. Alto e basso, dal punto di vista della strada non v’è alcuna differenza, e allora ha logica confacente che Funkadelic e Steely Dan, Turtles e Ashford & Simpson compaiano come dozzine d’altri tra i brani, oppure divengano oggetto di ironici virtuosismi “turntabilisti”. Indipendentemente dalla loro origine, godono di pari dignità e cooperano a sommarsi all’inebriante miscela De La Soul.

Non di sola astrazione vivono questi solchi, tuttavia, dato che le satiriche rime che non disdegnano l’impegno, sono sovente circoscritte da un’aura sfolgorante, ricche di un sapore prossimo a un’idea sixties del pop, semplicemente inaudita nell’ambito di riferimento. Solarità, messaggio e gusto della scoperta sonora ad occhi aperti, posti in una forma irresistibile e cantabile irrobustiscono difatti singoli effettivi come la filastrocca My, Myself And I, e potenziali come l’appiccicosa Jenifa Taught Me (Derwin's Revenge) o il caracollare di Tread Water, giusto per fare qualche nome.

Invenzioni acutissime in un disegno coeso, ciò nonostante proposte con l’atteggiamento di chi sa che a parlare è il proprio Genio, con voce eloquente e ferma al di sopra di proclami e vanagloria. Sorridente e ottimista senza esser sganciato dalla realtà quotidiana, il trio fece in ottima ed eterogenea compagnia compiere al genere un salto in avanti consistente, iniziando l’abbattimento della sciocca barriera di diffidenza eretta in ambito rock, ampliando al contempo la vista a colleghi e pubblico: sguardi truci e posture da b-boy (sbeffeggiate nel memorabile video di My, Myself And I) s’affiancavano a un salutare understatement, pur sempre nella combinazione di educazione e intrattenimento che costituisce uno dei pilastri dell’hip-hop.

Vittima forse del loro stesso slancio creativo, i De La Soul non seppero purtroppo più ripetersi a tali livelli, e di tanto in tanto fanno ininfluente ritorno: poco male, in fondo, se il loro lascito più memorabile è uno storico capolavoro sulla scorta del quale, passando per Arrested Development e New Kingdom e giungendo fino all’oggi di Edan e Dälek, l’hip hop che conta spiegò le vele per oceani d’esaltanti possibilità creative.

  1. Intro
  2. The Magic Number
  3. Change In Speak
  4. Cool Breeze On The Rocks
  5. Can U Keep A Secret
  6. Jenifa Taught Me (Derwin's Revenge)
  7. Ghetto Thang
  8. Transmitting Live From Mars
  9. Eye Know
  10. Take It Off
  11. A Little Bit Of Soap
  12. Tread Water
  13. Potholes In My Lawn
  14. Say No Go
  15. Do As De La Does
  16. Plug Tunin' (Last Chance To Comprehend)
  17. De La Orgee
  18. 8. Buddy (With Jungle Brothers And Q-Tip From A Tribe Called Quest)
  19. Description
  20. Me Myself and I
  21. This Is A Recording 4 Living In A Fulltime Era (L. I. F. E.)
  22. I Can Do Anything (Delacratic )
  23. D .A. I. S. Y. Age
  24. Plug Tunin' (Original 12' Version)